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Dolore alla spalla

 

Lesioni tendini. Periartriti calcifiche. Sindromi da conflitto. 

Tendonipatia calcifica. Tendinosi. Omartrosi. Capsuliti adesive.

 

 

NON  PIU’  INTERVENTO CHIRURGICO

MA TERAPIA AMBULATORIALE, VELOCE, INDOLORE

 

Queste patologie possono essere trattate e guarite ambulatoriamente, senza dolore, senza intervento chirurgico.

La nuova terapia vanta già 6 anni di esperienza. Introdotta dal Dott. Perrino a partire dal 2002,  prima presso l’Ospedale di Asola (attività libero – professionale) e poi presso ambulatorio esterno (di fronte all’Ospedale). E’ una terapia alternativa all’intervento, con risultati di gran lunga migliori rispetto alla terapia chirurgica.

Dopo oltre 25 anni di sala operatoria, a partire dal novembre 2002, i pazienti affetti da “spalla dolorosa” non vengono più indirizzati alla terapia chirurgica  ma curati (e guariti) ambulatorialmente con terapia denominata “allineamento frizionato”.

Spalla dolorosa

Sindrome dolorosa che insorge spontaneamente oppure a seguito di un trauma distorsivo (causa scatenante).

Sintomatologia e Clinica

  • Il dolore è intenso, continuo, profondo, localizzato alla “punta della spalla” ,. nella maggioranza dei casi, si irradia in basso fino al terzo medio inferiore del braccio (talvolta può arrivare in prossimità del gomito).

  • Nel tentativo di attenuare il sintomo doloroso il paziente spesso mantiene il braccio addotto (attaccato al tronco) in semiflessione.

  • In alcuni casi il dolore si può attenuare con il freddo (borsa di ghiaccio sulla spalla), in altri il freddo può accentuare la crisi dolorosa.

  • Può essere prevalentemente diurno (con esacerbazioni che si accompagnano ai movimenti della spalla) o prevalentemente notturno (con accentuazione del sintomo doloroso durante il sonno).

  • I movimenti del braccio risultano notevolmente limitati, soprattutto la abduzione (allargare il braccio) e le rotazioni. Concessi (senza dolore) solo i movimenti di flesso – estensione (come durante la deambulazione) . Nei casi più gravi possono essere gravemente limitati gli atti quotidiani della vita (come lavarsi, pettinarsi, vestirsi, ecc.) oppure può essere gravemente compromesso il riposo notturno.

  • Il dolore, resistente ai farmaci (antiflogistici ed antidolorifici), è continuo, intervallato da momenti di attenuazione spontanea della sintomatologia cui fa seguito una riacutizzazione senza causa apparente o conseguente a movimenti  involontari della spalla.

Per quanto dolorosa ed invalidante possa essere questa sintomatologia, l’esperienza degli ultimi 30 anni ha dimostrato che circa l’80% delle “spalle dolorose” guarisce da sola, spontaneamente (con o senza terapie).

Il restante 20% resiste al tempo ed alle terapie fisiche e farmacologiche. A questi pazienti di norma veniva prescritta una terapia chirurgica (proposta dall’Ortopedico).

Terapia chirurgica giustificata da una ipotesi patogenetica (causa della malattia) che riteneva responsabile del sintomo doloroso una lesione dei tendini della cuffia rotatori (vedi sovraspinato) oppure una riduzione dello spazio sottoacromiale (sindrome da conflitto) o una calcificazione periarticolare.

Rilievi clinici e strumentali degli ultimi anni hanno invece dimostrato che queste alterazioni possono accompagnare o meno una “spalla dolorosa”, ma non ne sono la causa.

Presso l’Ospedale di Asola (MN), dopo oltre 25 anni di terapia chirurgica, queste  patologie (a partire dal 2002) sono state trattate ambulatorialmente, senza dolore, senza intervento.

Non più terapia chirurgica (in artroscopia o a cielo aperto) ma solo trattamento ambulatoriale, veloce, indolore.

Tanto è stato possibile grazie alla individuazione della patogenesi (causa) che porta alla “spalladolorosa”.  Risulta infatti (da rilievi clinici rilevati su centinaia di pazienti affetti da “spalla dolorosa”) che la sindrome dolorosa viene indotta da una variazione pressoria che si realizza nel distretto articolare a seguito di malattia sistemica che può colpire la spalla o il polso dando luogo a due patologie distinte, conosciute col nome di  “spalla dolorosa” e di “tunnel carpale”.

Individuata la causa sono state elaborate tecniche ortopediche ambulatoriali che ripristinano l’equilibrio emodinamico e la funzione articolare della spalla senza bisogno di intervento chirurgico.

  

ALLINEAMENTO FRIZIONATO

Trattasi di manovre (movimenti articolari passivi, variazione emodinamiche e pressioni periarticolari selettive e progressive) eseguite da medico specialista in Ortopedia e Fisiatria, idonee a ripristinare l’equilibrio pressorio e dinamico della spalla, con risultati di gran lunga migliori rispetto all’intervento chirurgico.

PATOLOGIE   TRATTATE:

·        Periartrite calcifica

·        Lesione (o rottura) dei tendini della cuffia

·        Tendinosi del sovra spinato e/o degli altri tendini della cuffia rotatori

·        Tendinopatie calcifiche del sovra spinato e/o degli altri tendini della cuffia

·        Sindrome da conflitto

·        Capsulite adesiva

·        Artrosi gleno – omerale (omartrosi) … in sostituzione dell’artroprotesi

 

INDICAZIONI:

L’allineamento frizionato sostituisce l’intervento chirurgico e pertanto ha le stesse indicazioni  previste per la terapia chirurgica.

 

Caratteristiche:

  • E’ indolore (solo nelle capsuliti adesive ci può esserci un modico dolore)

  • Competenza: viene eseguito dal Medico specialista in Ortopedia ed in  Fisiatria  (con esperienza di sala operatoria)

  • Durata: ogni seduta ha una durata di 10 – 15 minuti,

  • Frequenza: si esegue a giorni alterni (talvolta a distanza di due giorni)

  • Numero di sedute:  n. 6 sedute in totale.

(Solo nelle “capsuliti adesive” spesso sono necessari 2 o 3 trattamenti aggiuntivi a scadenza settimanale)

 

 

Risultati

L'Allineamento Frizionato ha dato sempre risultati migliori rispetto alla terapia chirurgica

(la casistica riportata nel sito http://www.spalladolorosa.it/ si riferisce ai primi 4 anni) 

 

Casistica:

  • Dal Novembre 2002 a Giugno 2010 sono stati trattati con tecnica di “allineamento frizionato” 985 pazienti, quasi tutti in attesa di intervento chirurgico.

  • 882 (90%) si sono dichiarati guariti o molto soddisfatti . 

  • 68 (7%) sono lievemente migliorati, ma non si sono fatti operare (si sono accontentati del risultato anche se modesto)

  • 18 (2%) sono stati operati;  di questi 10 lamentavano anche altre patologie (5 diabete insulinodipendente, 3 iperuricemia, 1 artrite psoriasica, 1 asma ed enfisema grave).
    Dei 18 pazienti operati ne abbiamo seguito 7.
    A distanza di 4 mesi dall’intervento 2 pazienti hanno dichiarato di aver avuto reale miglioramento dall’intervento, gli altri 5 si sono pentiti di aver accettato l’intervento.
    Viceversa abbiamo trattato, in questi ultimi due anni, con tecnica di allineamento frizionato 16 pazienti già operati (in artroscopia o a cielo aperto) che lamentavano ancora dolore e limitazione articolare dopo l’intervento (o che erano in attesa di reintervento). Ricordiamo che il trattamento ambulatoriale dei pazienti già operati è possibile solo se durante l’intervento non sono stati messi cambre metalliche o viti.
    Nessuno di questi 16 pazienti da noi trattato è stato poi operato per la seconda volta.
    A distanza di 30 giorni 14 pazienti hanno dichiarato di aver avuto grande beneficio dal trattamento con tecnica di allineamento frizionato (hanno ripreso il lavoro) e 2 si sono dichiarati lievemente migliorati (ma non si sono fatti rioperare).
     

 

Ogni paziente è stato registrato con nome, cognome, indirizzo, numero telefonico.

 

 

Percorso terapeutico

  • Il beneficio spesso è immediato (talvolta già dopo la prima seduta)

  • Miglioramento reale dopo la 4° seduta

  • Guarigione (di norma) dopo la 6° seduta e dopo 30 - 60 giorni dal trattamento (durante  questo periodo il paziente sta bene, può avvertire qualche dolore lieve solo ai movimenti di abduzione attiva)

  • Non c’è bisogno di terapia riabilitativa : una volta riallineata, la spalla guarisce da sola e senza dolore.

  • Non ci sono mai state recidive o limitazioni funzionali secondarie riscontrate nella terapia chirurgica (vedi aderenze, complicanze emorragiche, flogosi e/o rigidità post-chirurgiche)

  • Il trattamento non necessita di essere ripetuto (come l’intervento chirurgico)

 

INFORMATIVA, APPUNTI, RILIEVI PER MEDICI ORTOPEDICI e FISIATRI

In questi anni sono pervenute all’Azienda Ospedaliera ed al mio ambulatorio centinaia di richieste (e-mail, telefonate, lettere)da parte di Medici Ortopedici e Fisiatri che chiedevano informazioni sulla tecnica di “allineamento frizionato”.
Prima di passare alla terapia però è indispensabile ridisegnare la patogenesi che porta alla spalla dolorosa.
Nel mese di marzo di quest’anno (2010) ho curato un Collega Ortopedico affetto da “spalla dolorosa” con restringimento dello spazio sottoacromiale (“sindrome da conflitto”), tendinosi e lesione del sovraspinato.

Durante le sedute (6 a giorni alterni), rispondendo alle sue domande, ho più volte spiegato al Collega la inconsistenza della ipotesi patogenetica che vede nell’impingment e nel tendine (degenerato o lesionato) l’origine della patologia della spalla.

Per 15 giorni ho continuato a ripetere che la guarigione della sua malattia era possibile proprio perché il tendine e lo spazio sottoacromiale non hanno alcuna responsabilità nella spalla dolorosa, Se così fosse, non sarebbe possibile guarire con semplici manovre ortopediche (allineamento frizionato).

A conferma delle mie osservazioni lo stesso Medico riferiva miglioramento della sintomatologia dolorosa avvertita fin dalla prima seduta e la progressiva ripresa funzionale. Non perdevo occasione per ripetergli che il tendine e lo spazio rimanevano così come erano perché non avevano responsabilità nella sintomatologia dolorosa della sua spalla.  Nonostante lo spazio fosse ristretto ed il tendine lesionato la sua spalla guariva di giorno in giorno.

All’ultima seduta il Collega mi ha espresso tutta la sua gratitudine  e solidarietà.

Ritornato dopo circa 1 mese per ringraziarmi, convinto di farmi un complimento, mi ha detto : “ti devo confessare che non avrei mai creduto che fosse possibile allargare uno spazio così ristretto -come riportato nella RMN- e liberare il tendine senza intervenire chirurgicamente”.   

 Non ho avuto il coraggio di contraddirlo.

Mi sono reso conto che non è semplice per un Operatore Sanitario che per 20 anni ha ragionato in funzione di tendini, di calcificazioni e di spazi rimuovere il suo entroterra culturale.

Un Clinico Ortopedico dell’Università di Padova (ora in pensione) lo scorso anno mi ha telefonato più volte per dirmi che alcune delle mie osservazioni erano condivisibili, ma anche per condividere i suoi dubbi sulla patogenesi della spalla dolorosa, soprattutto in considerazione delle tante guarigioni spontanee: “Se il tendine è responsabile del dolore, come può una spalla guarire spontaneamente senza alcun intervento sulla lesione che ha causato la patologia?”

Dubbio sacrosanto che avrebbe potuto rimettere in discussione l’intera patogenesi tradizionale.

Il Professore invece risolse i suoi dubbi quando si convinse che la stessa cosa spesso accadeva nell’ernia del disco. Un parallelo fra spalla dolorosa ed ernia discale, ove spesso il quadro clinico si risolve spontaneamente. Non mi fu possibile (perché non mi ha più telefonato) ricordargli che la rottura dell’anulus non provoca la lombosciatalgia. L’anulus rimane lesionato anche dopo la risoluzione della sintomatologia (spontanea o chirurgica). La lombosciatalgia lamentata dai pazienti dipende dalla posizione dell’ernia (che può variare e modificare il quadro clinico) e/o dall’edema perifocale (che può schiacciare la radice e che –di norma- si riduce con terapia cortisonica).

Niente a che vedere con i tessuti muscolo scheletrici.  Nell’Organismo nessun tendine lesionato riprende la sua funzione e nessuno spazio ristretto si allarga spontaneamente.

Non voglio sconvolgere nessuno ma chiedo ai Colleghi di riflettere su brevi e semplici considerazioni:

 

Lesione tendine e/o tendinosi

trattasi di alterazioni anatomiche che possono essere presenti o meno nella “spalla dolorosa” ma non ne sono la causa . Molte Ecografie e/o Risonanze (eseguite per altri motivi) mostrano le stesse lesioni in pazienti che non hanno mai lamentato disturbi alla spalla ed in alcuni casi svolgono attività lavorative o sportive che impegnano seriamente l’articolazione della spalla (agricoltori, meccanici, tennisti, ecc.).

In realtà la lesione dei tendini della cuffia (vedi sovraspinato) è molto frequente dopo i 45 - 50 anni e non ha alcuna responsabilità nella “spalla dolorosa”. Infatti (come dimostrato da molti reperti istologici) a partire dall’età di 40 anni, in tutti i soggetti inizia un “invecchiamento” fisiologico dei tendini della cuffia che si presenta prima nel sovraspinato perché questo tendine agisce con leva svantaggiosa in direzione tangenziale e con fulcro distale.

Nella zona distale del tendine, povera di vasi, (zona che gli Autori Anglosassoni chiamano “zona critica”) le fibrocellule muscolari vengono lentamente sostituite da fibre collagene ialine (non estensibili). Si tratta di un “adattamento” dei tessuti alla fisiologica riduzione del flusso ematico . Intorno ai 40 anni di età, a seguito della fisiologica riduzione del lume dei vasi (ispessimento della parete media) che interessa il sistema arterioso, si ha una riduzione del metabolismo e dell’ossigenazione. In questa zona (ove vi è già una scarsa irrorazione) la qantità di ossigeno e di metaboliti  diventa insufficiente per nutrire e mantenere attive le fibrocellule muscolari del sovraspinato. Per adattarsi alle mutate condizioni ambientali e metaboliche le fibre muscolari del sovraspinato vengono progressivamente sostituite da fibre connettivali ialine, che richiedono minor ossigeno e meno metaboliti. Fisiologicamente cioè, a partire dai 40 - 45 anni di età, si va incontro a degenerazione tendinosica del sovraspinato. In concomitanza col processo tendinosico, lentamente, si esaurisce la funzione contrattile del tendine. Man mano che le fibrocellule muscolari vengono sostituite dalle fibre connettivali, il tendine perde la sua funzione, che progressivamente viene vicariata dagli altri tendini della cuffia e dalle fibre anteriori del deltoide.
E’ bene ricordare che, una volta in tendinosi, il sovraspinato non esercita più alcuna funzione (avendo perso la capacità contrattile per sostituzione delle fibrocellule muscolari con fibre connettivali ialine). In pratica per la spalla nulla cambia se il tendine è degenerato (tendinosi), lesionato o rotto.

Quando a seguito di piccole sollecitazioni il sovraspinato tendinosico si rompe, la dinamica articolare della spalla non viene in alcun modo interessata. Nella stragrande maggioranza  dei casi i pazienti non se ne accorgono nemmeno e continuano la loro attività lavorativa e sportiva (lo stesso accade con il CLB). Il paziente non viene alla nostra osservazione perché non sa di avere un tendine lesionato. Si presenta in ambulatorio invece se ha una “spalla dolorosa” ove  ci può essere o meno un reperto occasionale di tendinosi o lesione tendinea.

Molte spalle operate nel migliore dei modi (tenorrafia artroscopica)  continuano ad essere dolorose anche dopo l’intervento. Altre spalle, ove il tendine viene lasciato rotto (senza intervento chirurgico) molto spesso riprendono la loro funzione senza dolore.

Come può un tendine in degenerazione tendinosica operato di tenorrafia riprendere una funzione che non aveva neanche prima della rottura anatomica?

E’ corretto a questo punto ipotizzare che la lesione del tendine non abbia niente a che vedere con la “spalla dolorosa”?

 

Periartrite calcifica

Per quanto riguarda le calcificazioni periarticolari o tendinee è noto a tutti gli operatori sanitari la loro presenza in spalle assolutamente sane (vedi Rxgrafie eseguite per altre patologie, ove si ritrovano –quasi di norma-  calcificazioni periarticolari o peritendinee assolutamente asintomatiche)

Queste calcificazioni niente hanno a che vedere con la “spalla dolorosa”, tanto è vero che possono persistere anche dopo l’intervento chirurgico  o lavaggio articolare o altro, senza che il paziente avverta alcun dolore. In altri casi invece può persistere il sintomo doloroso anche dopo la rimozione delle calcificazioni.  In pratica la calcificazioni periarticolari sono molto comuni in soggetti sani. Solo una piccola percentuale di questi presenta anche una sintomatologia dolorosa della spalla . La percentuale di spalle dolorose con calcificazioni periarticolari (periartriti calcifiche) che guarisce spontaneamente (senza rimozione della calcificazione) è nettamente superiore alle spalle operate.

Non credo ci sia molto da dire visto che calcificazioni si possono riscontrare un po’ in tutti i tessuti dell’organismo, senza dare alcun sintomo, a meno che non interessino un intero parenchima (nefrocalcinosi).


Sindrome da conflitto

poche parole su una sindrome che non c’è. Un po’ come l’isola che non c’è.

Incomprensibile come Autorevoli Autori si sprechino per descrivere ciò che non esiste. Un arrampicarsi sugli specchi per descrivere il nulla.

L’impingement descritto da Neer è solo una fantasiosa interpretazione di un riscontro strumentale (prima rxgrafico e poi con RMN) che appare e scompare a seconda delle inclinazioni degli strumenti radiografici e delle posizioni assunte dal paziente durante gli esami. E’ una situazione imbarazzante che vede da una parte Autorevoli Clinici Ortopedici che “fanno finta” di spiegare una anomalia inesistente con descrizioni suggestive (acromion ad uncino, becco osteofitosico che schiaccia sul tendine, ecc.) e dall’altra una platea di Medici Ortopedici che “fa finta” di crederci. Agli Uni ed agli Altri interessa solo una autorevole argomentazione che giustifichi la terapia chirurgica prevista per la “sindrome da conflitto”.

 E' credibile che nessuno si sia mai chiesto perchè e quando questo acromion si è deformato? A che età l'osso ha ricominciato a crescere per modificare il suo profilo anatomico? Come sia possible che un osso senza carico articolare possa degenerare con deformazioni tali da formare becchi osteofitosici importanti? Come tanti pazienti guariscono spontaneamente prima dell'intervento chirurgico? Come e perchè questo fantomatico spazio ristretto ad un certo punto diventa asintomatico ed i pazienti riprendono l'uso dell'articolazione senza dolore? Oppure perchè tante spalle operate con resezioni significative spesso continuano ad essere dolorose ed invalidate?

 

Nel concludere mi permetto di far notare come  che la crescente diffusione di tante terapie chirurgiche  sia ache conseguenza inevitabile di una Riforma Sanitaria che ha trasformato gli Ospedali e le Case di Cura (ormai tutte convenzionate) in Aziende, ove la produttività  (e spesso la stessa sopravvivenza) è rapportata quasi esclusivamente all’atto operatorio.

Case di cura, poliambulatori, centri di fisioterapia, cliniche , ecc. ormai nascono come funghi su  tutto il territorio nazionale.

Come in un supermercato, ad ogni intervento è stato messo un cartellino che ne indica il prezzo (rimborso regionale). 

Non è colpa dei Medici se nel giro di 20 anni gli interventi chirurgici sono triplicati per curare le stesse patologie che si curavano venti anni fa (con gli stessi risultati). E’ il sistema che condiziona le scelte terapeutiche e fa crescere ogni anno la spesa sanitaria.

L’aumento dell’età media incide solo marginalmente su questa spesa, perché interessa solo le patologie legate alla 4°età (che teoricamente non dovrebbero prevedere una terapia chirurgica).

Il tutto poi è aggravato dall'assenza dei cosiddetti “Baroni”. La mancanza di Autorevoli studiosi ha creato  confusione ed anarchia, ove ciascuno Operatore interpreta la disciplina medica in modo autonomo, talvolta a proprio uso e consumo,  senza una guida e/o una scuola di riferimento.

 

 

INFORMAZIONE

 

Delle nuove acquisizioni scientifiche e della nuova terapia ambulatoriale per la “spalla dolorosa” sono stati informati tutti gli Organismi competenti .   Lettere e relazioni sono state inviate a:

- Ministero alla salute (Roma)

- Istituto superiore di Sanità (Roma)

- Assessorato alla salute della Regione Lombardia

- Numerosi  Clinici Ortopedici Universitari

- Società Italiana di Ortopedia

- Società di Chirurgia della spalla, ecc.

Ciò nonostante la maggior parte dei pazienti che arrivano al nostro ambulatorio dichiarano di essere stati informati da altri pazienti o di aver appreso della possibilità di terapia ambulatoriale alternativa all’intervento attraverso Internet.

In questi anni di attività un grande contributo alla diffusione di questa nuova terapia ambulatoriale è stato dato dai tanti pazienti che, una volta guariti, hanno voluto condividere la loro esperienza con altri pazienti afflitti dalla stessa patologia. Un “passaparola” efficientissimo ha portato al nostro ambulatorio pazienti provenienti da tutte le provincie italiane. Grazie ad Internet è stato possibile raggiungere pazienti sofferenti di “spalla dolorosa” in ogni angolo della nazione.

A partire dal 2004 sono pervenute al Ministero della salute (Roma), alla Presidenza della Regione Lombardia(Milano), alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera (Mantova) centinaia di lettere di ringraziamento scritte da pazienti affetti da “spalla dolorosa”  curati e guariti con tecnica di “allineamento frizionato”.

Non solo ringraziamenti, ma anche una continua sollecitazione alle Istituzioni Ministeriali e Regionali perché venga riconosciuta dagli Organismi competenti la validità della nuova terapia denominata  ”allineamento frizionato”. Riconoscimento necessario per la sua diffusione su tutto il  territorio nazionale.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i pazienti che hanno scritto. Sono centinaia e non è possibile riportare tutte le lettere pervenute (e che continuano a pervenire).

Ricordo che il loro contributo è stato (ed è) di grande conforto non solo per Noi ma anche e sopratutto per i tanti pazienti che oggi soffrono per “spalla dolorosa” e che (nella maggioranza dei casi) non sono a conoscenza della terapia alternativa all’intervento chirurgico.

Le lettere pubblicate sono state scelte a caso. Ma tutte (anche se non riportate in questo sito) hanno contribuito nello stesso modo ad incoraggiare  il nostro lavoro ed a diffondere la nuova terapia.

LETTERE E RICONOSCIMENTI

 

 

Monteforte d'Alpone, li  15.05.2008

A L DOTT. CLAUDIO PERRINO

        Asola di Mantova

 

 

 

 Abbiamo  il piacere di comunicarle, che la Giuria del Premio Giornalistico "Grappolo d'Oro Bolla 2008" ha deciso  all'unanimità  di  assegnarLe   il

 

PREMIO PER LA RICERCA

con la seguente motivazione:

A

CLAUDIO PERRINO

“profondo conoscitore e attento ricercatore

 nell’ambito delle patologie articolari,

ha offerto un contributo determinante alla ricerca scientifica

restituendo ai suoi pazienti il gusto e la gioia di vivere.”

 

 

Il Premio Le sarà consegnato nel corso della serata conviviale di mercoledì 11 giugno 2008.

 

 

 

                         Rallegramenti vivissimi e cordiali saluti.

 

 

                                                              Il Presidente

                                                           Bolla Ferdinado                        Il Segretario

                                                                                                          Pasetto Gianluigi

 

 
 

 

Al Direttore Generale Azienda Ospedaliera di Mantova

 

Sono Cinzia L.

Sono stata operata presso iI Vostro Ospedale Carlo Poma di Mantova il 18/10/2007 di acromion-plastica alla spalla destra.

Dopo I’intervento ho avuto un dolore intenso per oltre quattro mesi.

Alla visita di controllo presso lo stesso chirurgo che ha eseguito l’intervento, mi è stato prescritto un reintervento alla spalla destra presso lo stesso ospedale.

Trattata dal Dott. Perrino nell'aprile 2008 il dolore è passato.

Voglio ringraziare I’Azienda Ospedaliera, ed in particolare l’Ospedale di

Asola, che ml ha permesso di non essere operata per la seconda volta.

Cordiali saluti

Curtatone 11/4/2009

                                                                                                                           Cinzia L.

                                                                                                                       Curtatone (MN)

                                                                                                      (I dati anagrafici sono reperibili presso l’Azienda Ospedaliera di Mantova)

 

 

 

è Regione Lombardia

è Assessore alla Sanità

Via Paola, 9/11 — 20124 Milano

 

è Direttore Generale

Assessorato alla Sanità

Via Paola, 9/11 — 20124 Milano

 

è Direttore Generale

Azienda Ospedaliera “Carlo Poma”

Viale Alberini, 1 — 46100 Mantova

 

e p. c. dott. Claudio Perrino -  46041 Asola — MN

 

Sono Giampiero Grasso, di anni 53, residente in Ariano Irpino (AV).

Sono stato lo scorso mese di aprile presso l’Ospedale di Asola, dove il dott. Perrino mi ha praticato il trattamento di “allineamento frizionato” in seguito al quale ho recuperato il braccio destro e non avverto più alcun dolore, né con braccio a riposo, né in movimento.

Vista quindi la mia esperienza più che positiva mi permetterà di rappresentare alle SS.LL. alcune considerazioni, non prima di aver fatto una breve premessa.

Dal mese di giugno 2006 ho iniziato ad avvertire intensi dolori alla parte superiore del braccio destro che inizialmente impedivano di effettuare solo il movimento rotatorio, e poi, progressivamente, hanno portato al quasi totale blocco della spalla. Devo precisare che in una prima fase il dolore si avvertiva solo con l’arto in movimento, ma gradualmente era diventato fisso, anche con braccio a riposo, soprattutto durante la notte (che negli ultimi tempi era totalmente insonne).

A seguito di due visite specialistiche effettuate da esperti chirurghi ortopedici, con il supporto di specifici accertamenti strumentali (radiografia, ecografia e risonanza magnetica), mi erano state diagnosticate “sindrome da contrasto della cuffia dei rotatori” e “lesione del tendine sottospinoso” della spalla destra. Dopo aver effettuato, senza ottenere alcun risultato, un ciclo di terapia laser, tens e ginnastica riabilitativa, nonché due infiltrazioni cortisoniche, mi ero deciso ad affrontare I’intervento chirurgico, prospettato come ineluttabile dagli stessi specialisti ed ero in attesa della convocazione.

Ma navigando su internet alla ricerca di informazioni sulla tecnica operatoria usata per ridurre la lesione tendinea della spalla, ho scoperto 1 sito spalladolorosa.it, curato dal dott. Claudio Perrino, specialista in ortopedia e fisiatria, nonché responsabile del Servizio di fisiokinesiterapia del Presidio Ospedaliero di Asola

— Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova.

Dopo aver letto quanto pubblicato sul predetto sito, riguardo alla tecnica di “Allineamento frizionato” usata

 dal dott. Perrino per risolvere i problemi della spalla, senza far ricorso all’intervento chirurgico, e dopo aver analizzato i dati statistici relativi ai risultati conseguiti con tale metodica, ho immediatamente prenotato una visita (prima fissata il 24/10/2007, poi anticipata al 23/04/07 dal gentilissimo dott. Perrino, tenendo conto della criticità della stato di salute dello scrivente).

Oggi posso testimoniare che, nel tempo di convalescenza previsto dal  dott. Perrino e senza alcuna terapia né trattamento aggiuntivo, posso dormire tutta la notte, posso muovere il braccio senza avvertire alcun dolore e fare tutti i movimenti che facevo prima, compresi quelli del nuoto.

Tutto questo ha comportato:

1) assenza dal lavoro per malattia per soli 7 giorni lavorativi, in luogo dei 2 o 3 mesi previsti con l’intervento chirurgico;

2) costo della prestazione (visite più n. 7 sedute di allineamento frizionato, ognuna di 15 minuti) pressoché nullo (il pagamento è stato effettuato presso in CUP Ospedaliero di Asola con rilascio di regolare fattura). A mero titolo di cronaca, faccio notare che l’intera prestazione del dott. Perrino è costata meno di quanto sia costata al sottoscritto la sola visita di un altro specialista. In altri termini, l’onestà del dott. Perrino è a dir poco sconvolgente.

 

Pertanto, ringrazio le SS.LL. per aver garantito un servizio specialistico estremamente innovativo e tanto prezioso sia per i pazienti che per il Servizio Sanitario Nazionale.

 

Mi permetto inoltre di invitare le SS.LL

- a valutare l’opportunità di un potenziamento del Servizio diretto dal dott. Perrino, tenuto conto della enorme domanda dell’utenza e dei lunghissimi tempi di attesa necessari per fruire della prestazione sanitaria (l’attesa media è di un anno);

- a considerare la possibilità di creare una scuola, un ciclo di corsi di specializzazione finalizzati sia ad estendere questa metodica agli altri ospedali italiani, sia a scongiurare la possibilità che questa tecnica rivoluzionaria, riservata alla sola Asola, possa essere praticata solo fino a quando il dott. Perrino avrà la forza o la voglia di lavorare (la qual cosa sarebbe estremamente grave: si tradurrebbe in un calcio alla ricerca scientifica, in un calcio alla sofferenza della gente e in uno o più calci alle vuote casse dello Stato).

 

Anche un non addetto ai lavori come me, infatti, può immaginare quale rivoluzione determinerebbe I’introduzione su vasta scala dello “Allineamento frizionato” (drastica riduzione delle assenze per malattia dei pazienti e conseguente aumento della produttività, azzeramento dei tempi di degenza ospedaliera, azzeramento dei costi correlati alle migliaia di interventi chirurgici praticati, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, azzeramento dei rischi operatori e delle sofferenze post operatorie per i pazienti affetti da patologie della spalla e dal tunnel carpale, oggi trattati chirurgicamente).

 

Nella certezza che manager e politici del loro spessore sapranno sfruttare al meglio questa grande risorsa e riescano in tempi brevi a trasformare questa sconosciuta metodica, già fiore all’occhiello dell’Azienda Ospedaliera di Asola e del Sistema Sanitario Regionale Lombardo, in una tecnica diffusa in campo nazionale, porgo distinti saluti.

 

Faccio presente, altresì, di aver informato dell’esistenza di questa efficace tecnica sostitutiva dell’intervento chirurgico le riviste specialistiche, i programmi TV di settore ed il Ministero della Sanità.

 

                              Ancora grazie

 

       Dott. Giampiero Grasso

       83031 Ariano Irpino (AV)

       e-mail giampierograsso@alice

 

 

 

 

 

Moscatelli  dott. Domenico

     22100 Como

Spett.le          On. Roberto Formigoni

REGIONE LOMBARDIA

via Fabio Filzi 22

 20124 Milano

 

alla     Gazzetta di Mantova

lettere.mn@gazzettadimantova.it

 

e p.c.   Dott. Bresciani

assessorato sanità

REGIONE LOMBARDIA

via Pola 9

 20124 Milano

 

e p.c.   Direttore Generale

Azienda Ospedaliera Carlo Poma

via Albertoni 1

46100 Mantova

 

                                                                                                                                                                                                           Raccomandata

 

Egr. On. Dott. Formigoni,

sono un medico veterinario di Como e le scrivo per segnalarle la mia esperienza di paziente affetto da una grave patologia alle spalle e di come un medico dell’ospedale di Asola (Regione Lombardia) abbia risolto quasi miracolosamente, tale patologia che in brevissimo tempo mi aveva invalidato in maniera devastante.

 

Nell’aprile del 2007 ml sono recato in un famoso studio milanese specializzato nel trattamento delle patologie della spalla. Sono giunto a questo incontro dopo 4 -5 mesi di visite presso vari medici Ortopedici e di indicibili dolori diurni e notturni che, nonostante i farmaci analgesici assunti (oppiacei compresi), non regredivano in alcun modo e che mi avevano portato ad una rigidità articolare quasi totale, non consentendomi tra l’altro la guida dell’automobile e lo svolgimento della mia attività professionale.

La diagnosi formulata era “CAPSULITE ADESIVA BILATERALE SERRATA” e, secondo il parere dello specialista (Clinico Ortopedico), in 25 anni di attività il mio era il secondo o terzo caso cosi grave da lui incontrato.

 

Purtroppo, senza mezzi termini, mi spiegò che I’unico tentativo da attuare era quello chirurgico, con nessuna garanzia riguardo I’esito positivo dello stesso, se non addirittura un possibile esito negativo con peggioramento della patologia stessa.

Tant’é vero che mi disse:  “ se dopo sei mesi dall’intervento avrai recuperato l’uso dell’arto, solo allora si potrà operare anche I’altro; in caso contrario il secondo intervento non si farà”.

 

Con uno stato d’animo tra incredulità e disperazione ho cercato su internet possibili strade alternative da percorrere.

Proprio lì mi sono imbattuto nel sito http://www.spalladolorosa.it del dr. Claudio Perrino, responsabile del reparto di Fisiokinesiterapia dell’Ospedale di Asola, che da anni pratica una tecnica unica, assolutamente innovativa e non invasiva, per il trattamento delle patologie della spalla:

tale tecnica è stata denominata “ALL!NEAMENTO FRIZIONATO”.

Purtroppo, ed incredibilmente, l’attesa per una visita superava l’anno, nonostante fossero accettati solo pazienti gravi, oppure pazienti cui era già stata indicata una terapia chirurgica. Per mia fortuna, dopo un paio di mesi, una paziente rinunciô all’appuntamento con il dott. Perrino ed io potei prendere il suo posto.

 

Confermatami dal dott. Penino la diagnosi e la gravitä della mia patologia, mi sono sottoposto con grande fiducia alla terapia proposta e già dopo 3-4 sedute iniziavo ad avvertire qualche piccolo miglioramento.

I dolori nell’arco di un mese sono andati scomparendo, senza l’ausilio di alcun farmaco analgesico, e nell’arco di 2 mesi ho incominciato a recuperare la funzionalità articolare in modo sempre più evidente sia dell’arto destro sia di quello sinistro.

A settembre, cioè dopo 3 mesi dall’inizio della terapia, il recupero funzionale passivo ed attivo era ormai dell’80% garantendomi una vita pressoché NORMALE.   Altri 3 mesi sono occorsi, senza bisogno di alcuna fisioterapia, per la riabilitazione completa delle spalle.

 

La mia esperienza:

partendo dalle speranze pressoché nulle datemi dalla chirurgia tradizionale (in relazione ad un esito positivo di un intervento) e constatato il risultato estremamente positivo avuto grazie alla terapia del Dott. Perrino, mi porta a chiedere come mai, in Lombardia, non sia stata incentivata e sviluppata presso altre strutture sanitarie tale metodica terapeutica, ambulatoriale, veloce ed indolore e non vengano istituiti corsi formativi per i medici specialisti delle strutture ospedaliere.

 

Dal canto mio posso solo ringraziare il Dott. Perrino “Grande Medico”, ma anche “Grande Uomo”, che interpreta la professione medica nella sua più nobile espressione e posso fieramente ammettere che il suo esempio ha reso” più medico” anche me.

 

Cordialmente

   

                                                                                                                                Moscatelli dott. Domenico

 

 

 

 

                                 

  Pianoro 30/11/2009

 

 

                                                                                         

Prof. Osvaldo Gambassi

Via Dozza 5

40065 Pianoro (BO)

e-mail ogamb@libero.it

      

  • Ministro Maurizio Sacconi

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Via Veneto 56 - 00187 Roma

  • Regione Lombardia

Assessore alla Sanità

Via Paola, 9/11 – 20124 Milano

Direttore Generale

Assessorato alla Sanità / Regione Lombardia

Via Paola, 9/11 – 20124 Milano

  • Direttore Generale

Azienda Ospedaliera “Carlo Poma”

Viale Alberini, 1 – 46100 Mantova

  • Regione Emilia-Romagna

Assessore alla Sanità

Viale A. Moro, 21 – 40127 Bologna 

Direttore Generale

Assessorato alla Sanità / Regione Emilia-Romagna

Viale  A. Moro, 21 – 40127 Bologna

 

e p.c. dott. Claudio Perrino

       46041 Asola – MN

 

      SANITÀ DI ECCELLENZA

      Sono Osvaldo Gambassi, professore universitario in pensione, di anni 71, residente a Pianoro (BO). In 6 sedute, programmate a giorni alterni, nello scorso mese di settembre  presso l’Ospedale di Asola, ho avuto la fortuna di usufruire del trattamento di “allineamento frizionato” concepito e praticato dal dott. Claudio Perrino in seguito al quale, dopo mesi di pervicace sofferenza, ho potuto recuperare la piena funzionalità del braccio destro, senza più alcun dolore né al braccio né alla spalla.
      Questa, in sintesi, l’anamnesi della mia patologia. Nell’ottobre 2008 avevo iniziato ad avvertire fastidiosi dolori alla parte superiore del braccio destro, che, intensificandosi nel giro di qualche mese, avevano portato progressivamente ad un dolore ossessionante e al blocco quasi totale della spalla. Devo precisare che lo stesso braccio è affetto da anni da “tremore essenziale.”
      A seguito di visite specialistiche effettuate con il supporto di specifici accertamenti strumentali mi era stata diagnosticata la ”lesione del tendine sottospinoso” della spalla destra, concomitante a “processi flogistici su base degenerativa”.
      Dopo aver effettuato, senza alcun risultato, vari cicli di terapie (massaggi, ultrasuoni, laser, infiltrazioni) mi si prefigurava come ineluttabile l’intervento chirurgico, ma, nel mio caso, assolutamente sconsigliabile data la preesistente patologia del “tremore essenziale”. Ero in un vicolo cieco.
      Navigando su internet alla ricerca di informazioni in merito, scoprivo il sito

www.spalladolorosa.it, curato dal dott. Claudio Perrino, specialista in ortopedia e fisiatria, nonché responsabile del Servizio di fisiokinesiterapia del Presidio Ospedaliero di Asola – Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova.
      Dal sito venivo a conoscenza che, supportata da documentati, inconfutabili, dati statistici relativi ai risultati conseguiti negli anni, la tecnica dell’ “Allineamento frizionato”, concepita e adottata dal dott. Perrino fin dal 2002, era in grado di risolvere i problemi della spalla, scongiurandone l’intervento chirurgico.

      Preso contatto con il Presidio Ospedaliero di Asola, ho immediatamente (si era, nel frattempo, liberato un posto), prenotato una visita  a seguito della quale il Dott. Perrino, con estrema correttezza e professionalità, mi metteva al corrente del fatto che, data la preesistente patologia del “tremore essenziale” (primo caso capitatogli), nutriva grosse perplessità sul conseguimento di risultati apprezzabili. Mi forniva anche le  motivazioni scientifiche di queste sue forti perplessità. Lasciava comunque a me la decisione di procedere o meno con la terapia. Davo con convinzione ugualmente il mio immediato assenso.

      Oggi, a oltre due mesi dalla fine del trattamento (permanendo ovviamente il tremore essenziale), posso testimoniare che senza alcuna terapia né trattamento aggiuntivi, con il braccio a riposo o in movimento su qualsiasi posizione,  da altrettanto tempo non avverto più il benché minimo dolore.

      Desidero esprimere perciò la mia profonda gratitudine al dott. Perrino per la sua capacità di ricerca unita a modestia, disponibilità ed esemplare professionalità: insomma, per il suo concreto contributo ad una  SANITÀ DI ECCELLENZA.

      Anzi, affinché tutti coloro che, trovandosi a soffrire di questa invalidante patologia, possano, come me e tantissimi altri in tutta Italia, beneficiare di questa innovativa metodica terapeutica scongiurando così l’intervento chirurgico alla spalla, mi permetto, associandomi alla richiesta del dott. Giampiero Grasso (si veda il sito www.spalladolorosa.it), di invitare le SS.LL.

      - a favorire la rimozione di qualunque ostacolo per l’invito del dott. Perrino ad un qualche qualificato congresso medico di ortopedia e/o fisiatria in cui gli sia offerta  l’opportunità di esporre: patogenesi e clinica della “spalla dolorosa”;                                                                            
      - a valutare l’opportunità di un potenziamento del Servizio diretto dal dott. Perrino, tenuto conto della enorme domanda dell’utenza e dei lunghissimi tempi di attesa necessari per fruire di quella prestazione sanitaria;

      - a considerare la possibilità di creare una scuola, un ciclo di corsi di specializzazione finalizzati sia ad estendere questa metodica agli altri ospedali italiani, sia a scongiurare la scelleratezza che questa tecnica rivoluzionaria, riservata alla sola Asola, possa essere praticata solo fino a quando il dott. Perrino avrà la forza o la voglia di lavorare. Eventualità estremamente grave che si tradurrebbe in un calcio alla ricerca scientifica, in un calcio alla sofferenza della gente, nonché in un assurdo sperpero per le già vuote casse dello Stato. L’introduzione su vasta scala della metodica dal Dott. Perrino definita ”Allineamento frizionato” determinerebbe infatti: 1) Drastica riduzione delle assenze per malattia nel lavoro e conseguente aumento della produttività. 2) Azzeramento dei tempi di degenza ospedaliera. 3) Azzeramento dei costi correlati alle migliaia di interventi chirurgici praticati a carico del Servizio Sanitario Nazionale. 4) Azzeramento dei rischi operatori e delle sofferenze post operatorie per i pazienti affetti da patologie della spalla e dal tunnel carpale, oggi trattati chirurgicamente.

      Nella speranza che, in qualità di amministratori e politici responsabili, sappiate sfruttare al meglio questa grande risorsa e riusciate in tempi brevi a trasformare questa metodica, sconosciuta al grande pubblico, già fiore all’occhiello dell’Azienda Ospedaliera di Asola, in una tecnica diffusa a livello nazionale e magari internazionale, porgo distinti saluti.

     

Prof. Osvaldo Gambassi

Via Dozza 5

40065 Pianoro (BO)

e-mail ogamb@libero.it

 

 

              P.S. Con preghiera al Dott. Perrino di pubblicazione sul sito www.spalladolorosa.it

 

 

 

 

 

REGIONE LOMBARDIA

Assessorato alla Sanità

Via Pola 9/11

20124 MILANO

 

e.p.c. Al Direttore Generale

A.S.L. Mantova

 

 Sono un medico specialista in Chirurgia Pediatrica, lavoro con la qualifica di Responsabile presso Ospedale in provincia di Caserta. Sono stato curato per la “Spalla dolorosa” dal Dr. Perrino Claudio presso l’Ospedale di Asola senza intervento chirurgico, risolvendo così una patologia che mi affliggeva da circa 6 mesi.

Con la presente desidero ringraziare il  Dr. Perrino e I’Azienda Ospedaliera di Mantova.

Nel mio breve soggiorno ad Asola ho potuto constatare che alla Vostra Azienda si rivolgono pazienti affetti da spalla dolorosa provenienti da tutte le regioni d'Italia.

Mi permetto di consigliare il trasferimento di questo importante servizio presso l’Ospedale di Mantova (sicuramente più accessibile dal punto di vista logistico e con una maggiore ricettività alberghiera.)

 

 

 

                                                                                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A:    On. Roberto Formigoni Governatore

Regione Lomb ardia

Via Faio Filzi 22

20124 Milano

 

cc. Prof Luciano Bresciani

Assessore alla Sanità

Regione Lombardia

Via Pola 9/11

20124 Milano

 

 

Oggetto: Trattamento terapeutico presso ospedale di Asola diretto dal dott. Claudio Perrino.

 Egr. On Formigoni

Sono uno studioso della IBM che vive a Roma e lavora in giro per il mondo. Le scrivo per elogiare le cure che ritengo straordinarie godute presso la struttura sanitaria della sua regione.

Da oltre dieci anni ero afflitto da una sindrome da conflitto alla spalla destra, diagnosticata con ritardo e malamente trattata.

Ormai con il tendine lesionato ed i continui dolori non avevo altra via di uscita che sottopormi ad un intervento chirurgico doloroso, che mi avrebbe allontanato per molto tempo dal lavoro e soprattutto che presentava un esito molto incerto. E’ risaputo come talora tali interventi invece di migliorare lo stato del paziente, addirittura lo hanno peggiorato.

Per capire meglio il destino cui andavo incontro, navigavo in Internet e mi imbattevo nel sito del dott. Claudio Perrino, responsabile dell’ospedale di Asola (Mantova), che ha scoperto un metodo assolutamente innovativo per trattare le patologie dolorose della spalla. Mi sono sottoposto a tale terapia che tra l'altro risulta non invasiva, non dolorosa e rapida, ed ho ottenuto un ottimo risultato. Finalmente sono tornato ad una vita normale.

Per esprimere la mia gratitudine al Dott. Perrino ed all’intera organizzazione sanitaria della Regione Lombardia, mi sono permesso di scrivere questa lettera con cui vorrei anche incoraggiare lo sviluppo di tale metodo terapeutico che a mio avviso supera per rilievo i confini regionali e nazionali. Attualmente la coda di attesa per tale trattamento sfiora i dodici mesi nonostante che i pazienti siano selezionati in base alla effettiva gravità della patologia.

 

Distinti saluti.

                                         

     

 

Dott. Paolo Rocchi

00124 Roma

 

 

 

EGR.

GIANGIACOMO SCHIAVI,

RUBRICA “DALLA PARTE DEL CITTADINO”

CORRIERE DELLA SERA,

VIA SOLFERINO, 28

20121 MILANO

 

E p.c. ASSESSORE SANITA’

DR, LUCIANO BRESCIANI

VIA POLA 9/11

20124 MILANO

 

E p.c. DIRETTORE GENERALE

AZIENDA OSPEDALIERA CARLO POMA

V.LE ALBERTONI 1

46100 MANTOVA

                                                                                                                                                   Milano, 5 marzo 2009

  

OGGETTO: SPALLA DOLOROSA: SI PUO’ CURARE SENZA INTERVENTO

 

Caro Schiavi,

segnalo con piacere l'alta professionalità di un medico ospedaliero, Dott. Claudio Perrino, responsabile del servizio di Fisiokinesiterapia del Presidio Ospedaliero di Asola (MN).

Da alcuni anni propone per la terapia della spalla dolorosa una metodica innovativa e risolutiva denominata "ALLINEAMENTO FRIZIONATO", che scongiura l’intervento chirurgico che in molti casi è infruttuoso.

Sono arrivato al centro diretto dal Dott. Perrino, non certo su indicazione dei diversi Ortopedici milanesi consultati, ma grazie al passaparola di altri pazienti che, come me, soffrivano di insopportabili dolori alla spalla, senza trovare giovamento nelle terapie seguite.

La tecnica dell’Allineamento Frizionato ha risolto il mio problema evitando l’intervento chirurgico. Esiste una dettagliata trattazione dei presupposti clinici della metodica sul sito www.spalladolorosa.it.

Mi chiedo per quale ragione un centro ospedaliero che ormai vanta una considerevole casistica di successi nella terapia della spalla dolorosa (oltre 600 pazienti in attesa di intervento trattati e guariti), venga ignorato dagli specialisti del settore, anche operanti nella stessa regione:

dove sta la tanto raccomandata circolazione di informazioni scientifiche?

Sorge naturale il sospetto che ci sia una sorta di aprioristica diffidenza verso una tecnica nuova e diversa dal consueto e redditizio intervento chirurgico.

Frequentando l’ambulatorio di Asola ho visto molti pazienti di Milano e di altre città che qui vengono curati. Mi domando perché tecniche tanto efficaci non possano essere fatte a Milano o altrove e perché dopo 5 anni di attività di questo centro la Regione Lombardia non promuova una sperimentazione idonea a valutare la nuova terapia.

La salute cordialmente,

 

                                                                                                      Giuseppe Maggi

                                                                                                              Milano

 
 
 

 

COMMENTO

Tutto è cominciato con una lettera scritta dalla prof.ssa Gilli di Verona .

Curata e guarita senza intervento ma con semplice terapia ambulatoriale (veloce ed indolore).

Tra lo stupore e l’incredulità pensò di far conoscere la propria esperienza e la propria soddisfazione scrivendo una lettera di ringraziamento alla Gazzetta di Mantova. 

Ne venni a conoscenza mentre ero in mensa (in Ospedale) durante la pausa pranzo.

Un infermiere, seduto al mio tavolo, mi allungò il giornale per farmi leggere la lettera pubblicata.

Ne seguirono molte altre.

Dopo le prime 5 o 6 il giornale non pubblicò più le lettere che pervenivano da  gran parte delle provincie d’Italia (una scelta dell’Editore che forse pensare che quelle testimonianze avrebbero danneggiato i Clinici Ortopedici delle nostre provincie che continuavano a proporre la tradizionale terapia chirurgica artroscopia come unica alternativa terapeutica).

Molti altri giornali fecero la stessa scelta (Repubblica, il Corriere della sera, il Giornale).

Ma i pazienti non si sono fermati. Hanno solo cambiato destinatario.

Centinaia di lettere di ringraziamento sono depositate presso la Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Mantova, ove, oltre a ringraziare, i nuovi pazienti  sollecitano un intervento per favorire l’informazione e la diffusione della nuova terapia.

Moltissime lettere sono state inviate alla Presidenza ed all’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia. Molte lettere sono pervenute al Ministero della Salute.

Lo stesso Istituto Superiore di Sanità, ad un cero punto, ha sollecitato la Direzione Generale a formare una Commissione scientifica (da Noi richiesta invano da molti anni) per la valutazione della nuova terapia.

La Commissione nominata dall'Azienda Ospedaliera si é rivelata una mera formalità: ad eccezione di un Ortopedico di Mantova nessuno era competente dell’argomento che bisognava trattare . Si é sciolta quando bisognava passare dalla fase organizzativa  alla valutazione clinico dei pazienti da trattare.

In pratica solo un atto formale e burocratico privo di qualsiasi credibilità scientifica. In segno di protesta ci sono state le dimissioni del dott., Perrino nel marzo 2010.

Nulla è perfetto e tutto è migliorabile ma  il diritto all’informazione (soprattutto in campo sanitario) é indispensabile per qualsiasi scelta consapevole.

Fino a quando al paziente sofferente viene proposta, come unica alternativa al suo male, la sola terapia chirurgica, nessuna scelta potrà mai essere consapevole ed in “consenso informato” che i pazienti sono tenuti a firmare prima dell’intervento diventa una pura formalità.

Altri pazienti hanno cercato di far conoscere la loro esperienza mediante internet.

Internet è il “nuovo mondo” e sarà la grande rivoluzione del nuovo secolo. Ma non è il mio mondo.

 E questo non è il mio secolo. (Questi siti sulla spalladolorosa vengono gestiti da pazienti e parenti).

Purtroppo, però, non esiste alcun controllo e la vera difficoltà del lettore sta nel dover distinguere le poche notizie vere fra le tante falsità ed esagerazioni.

Per quanto ne possa capire credo che  il vero problema è che su Internet c’è di tutto.

Ancora adesso non riesco a capire come facciano i pazienti a distinguere una “informazione” da una “speculazione pubblicitaria” finalizzata ad attirare pazienti.

 

Ho letto di tutto :

  • il lavaggio di spalla presentato come ultima novità :  lo faceva il mio Primario (sotto controllo ampliscopico). E’ stato abbandonato alla fine degli anni ottanta, dopo l’avvento dell’artroscopia. Casistica e risultati sono gli stessi degli anni 70 - 80.

  • ogni mese nuove apparecchiature fisioterapiche invadono il mercato ed approdano su Internet. Tutte presentate come novità “risolutive” anche per la spalla dolorosa. Quasi tutte sono rielaborazione di principi fisioterapici in uso da oltre 10 anni, lo stesso vale per la kinesiterapia.

  • l’agopuntura, utile per tante patologie,  serve poco nella spalla dolorosa

  • gli interventi in artroscopia sono gli stessi che si fanno da quasi 20 anni. I risultati sono pressoché uguali in quasi tutti gli Ospedali e Case di cura. In realtà non dipendono dalla “bravura” dell’Operatore (fanno tutti la stessa cosa), ma dalla patologia trattata.

 

Da quasi due ani trattiamo anche spalle già operate che vanno male (purché non vi siano viti o ancorette metalliche). La casistica di queste spalle operate che vanno male e/o in attesa di reintervento è equamente distribuita nelle diverse strutture sanitarie italiane.

Prima di chiudere voglio ricordare ai pazienti che nessuna terapia fisica, manipolativa e/o riabilitativa può risolvere una “spalla dolorosa” ma solo favorire una risoluzione che sarebbe avvenuta spontaneamente dopo qualche mese (sono terapie che accelerano un processo di guarigione messo in atto dall’organismo).

Nessuna fisioterapia può sostituire l’Intervento o l’allineamento frizionato.

Ricordo che oltre l’80% delle spalle dolorose guarisce da solo (basta aspettare). Solo il 20% necessita di terapia chirurgica o della tecnica di allineamento frizionato.

 

Siti correlati:

http://www.spalladolorosa.it

http//:www.tunnel-carpale.it

http//:www.doloreallaspalla.com

Per informazioni mail to: perrinoclaudio@alice.it

 Prenotazioni al numero telefonico +39 3687755701 dal lunedì al venerdì ore 09.00 / 12.00

In occasione delle ferie estive la segreteria rimarrà chiusa dal 22/07/2015 al 16/08/2015

Riapre il 17/08/2015, dal lunedì al venerdì (ore 9-10)

 

webmaster: info@allineamentofrizionato.it