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Dolore alla spalla

 

Lesioni tendini. Periartriti calcifiche. Sindromi da conflitto. 

Tendonipatia calcifica. Tendinosi. Omartrosi. Capsuliti adesive.

NON  PIU’  INTERVENTO CHIRURGICO

MA TERAPIA AMBULATORIALE, VELOCE, INDOLORE

Queste patologie possono essere trattate e guarite ambulatoriamente, senza dolore, senza intervento chirurgico.

La nuova terapia vanta già 6 anni di esperienza. Introdotta dal Dott. Perrino a partire dal 2002,  prima presso l’Ospedale di Asola (attività libero – professionale) e poi presso ambulatorio esterno (di fronte all’Ospedale). E’ una terapia alternativa all’intervento, con risultati di gran lunga migliori rispetto alla terapia chirurgica.

Dopo oltre 25 anni di sala operatoria, a partire dal novembre 2002, i pazienti affetti da “spalla dolorosa” non vengono più indirizzati alla terapia chirurgica  ma curati (e guariti) ambulatorialmente con terapia denominata “allineamento frizionato”.

 

Spalla dolorosa

 

Sindrome dolorosa che insorge spontaneamente oppure a seguito di un trauma distorsivo (causa scatenante).

 

Sintomatologia e Clinica

  • Il dolore è intenso, continuo, profondo, localizzato alla “punta della spalla” e, nella maggioranza dei casi, si irradia in basso fino al terzo medio inferiore del braccio (talvolta può arrivare in prossimità del gomito).

  • Nel tentativo di attenuare il sintomo doloroso il paziente spesso mantiene il braccio addotto (attaccato al tronco) in semiflessione.

  • In alcuni casi il dolore si può attenuare con il freddo (borsa di ghiaccio sulla spalla), in altri il freddo può accentuare la crisi dolorosa.

  • Può essere prevalentemente diurno (con esacerbazioni che si accompagnano ai movimenti della spalla) o prevalentemente notturno (con accentuazione del sintomo doloroso durante il sonno).

  • I movimenti del braccio risultano notevolmente limitati, soprattutto la abduzione (allargare il braccio) e le rotazioni. Concessi (senza dolore) solo i movimenti di flesso – estensione (come durante la deambulazione) . Nei casi più gravi possono essere gravemente limitati gli atti quotidiani della vita (come lavarsi, pettinarsi, vestirsi, ecc.) oppure può essere gravemente compromesso il riposo notturno.

  • Il dolore, resistente ai farmaci (antiflogistici ed antidolorifici), è continuo, intervallato da momenti di attenuazione spontanea della sintomatologia cui fa seguito una riacutizzazione senza causa apparente o conseguente a movimenti  involontari della spalla.

Per quanto dolorosa ed invalidante possa essere questa sintomatologia, l’esperienza degli ultimi 30 anni ha dimostrato che circa l’80% delle “spalle dolorose” guarisce da sola, spontaneamente (con o senza terapie).

Il restante 20% resiste al tempo ed alle terapie fisiche e farmacologiche. A questi pazienti di norma veniva prescritta una terapia chirurgica (proposta dall’Ortopedico).

Terapia chirurgica giustificata da una ipotesi patogenetica (causa della malattia) che riteneva responsabile del sintomo doloroso una lesione dei tendini della cuffia rotatori (vedi sovraspinato) oppure una riduzione dello spazio sottoacromiale (sindrome da conflitto) o una calcificazione periarticolare.

Rilievi clinici e strumentali degli ultimi anni hanno invece dimostrato che queste alterazioni possono accompagnare o meno una “spalla dolorosa”, ma non ne sono la causa.

Presso l’Ospedale di Asola (MN), dopo oltre 25 anni di terapia chirurgica, queste  patologie (a partire dal 2002) sono state trattate ambulatorialmente, senza dolore, senza intervento.

Non più terapia chirurgica (in artroscopia o a cielo aperto) ma solo trattamento ambulatoriale, veloce, indolore.

Tanto è stato possibile grazie alla individuazione della patogenesi (causa) che porta alla “spalladolorosa”.  Risulta infatti (da rilievi clinici rilevati su centinaia di pazienti affetti da “spalla dolorosa”) che la sindrome dolorosa viene indotta da una variazione pressoria che si realizza nel distretto articolare a seguito di malattia sistemica che può colpire la spalla o il polso dando luogo a due patologie distinte, conosciute col nome di  “spalla dolorosa” e di “tunnel carpale”.

Individuata la causa sono state elaborate tecniche ortopediche ambulatoriali che ripristinano l’equilibrio emodinamico e la funzione articolare della spalla senza bisogno di intervento chirurgico.

ALLINEAMENTO FRIZIONATO

Trattasi di manovre (movimenti articolari passivi, variazione emodinamiche e pressioni periarticolari selettive e progressive) eseguite da medico specialista in Ortopedia e Fisiatria, idonee a ripristinare l’equilibrio pressorio e dinamico della spalla, con risultati di gran lunga migliori rispetto all’intervento chirurgico.

PATOLOGIE   TRATTATE:

·        Periartrite calcifica

·        Lesione (o rottura) dei tendini della cuffia

·        Tendinosi del sovra spinato e/o degli altri tendini della cuffia rotatori

·        Tendinopatie calcifiche del sovra spinato e/o degli altri tendini della cuffia

·        Sindrome da conflitto

·        Capsulite adesiva

·        Artrosi gleno – omerale (omartrosi) … in sostituzione dell’artroprotesi

vedi anche   http://www.spalladolorosa.it

INDICAZIONI:

L’allineamento frizionato sostituisce l’intervento chirurgico e pertanto ha le stesse indicazioni  previste per la terapia chirurgica.

 

Caratteristiche:

  • E’ indolore (solo nelle capsuliti adesive ci può esserci un modico dolore)

  • Competenza: viene eseguito dal Medico specialista in Ortopedia ed in  Fisiatria  (con esperienza di sala operatoria)

  • Durata: ogni seduta ha una durata di 10 – 15 minuti,

  • Frequenza: si esegue a giorni alterni (talvolta a distanza di due giorni)

  • Numero di sedute:  n. 6 sedute in totale.

(Solo nelle “capsuliti adesive” spesso sono necessari 2 o 3 trattamenti aggiuntivi a scadenza settimanale)

 

Risultati

L'Allineamento Frizionato ha dato sempre risultati migliori rispetto alla terapia chirurgica

(la casistica riportata nel sito http://www.spalladolorosa.it/ si riferisce ai primi 4 anni) 

 

Casistica:

  • Dal Novembre 2002 a Giugno 2010 sono stati trattati con tecnica di “allineamento frizionato” 992 pazienti, quasi tutti in attesa di intervento chirurgico.

  • 902 (91%) si sono dichiarati guariti o molto soddisfatti . 

  • 68  (7%) sono lievemente migliorati, ma non si sono fatti operare (si sono accontentati del risultato anche se modesto)

  • 18  (2%) sono stati operati;  di questi 10 lamentavano anche altre patologie (5 diabete insulinodipendente, 3 iperuricemia, 1 artrite psoriasica, 1 asma ed enfisema grave).
    Dei 18 pazienti operati ne abbiamo seguito 7.
    A distanza di 4 mesi dall’intervento 2 pazienti hanno dichiarato di aver avuto reale miglioramento dall’intervento, gli altri 5 si sono pentiti di aver accettato l’intervento.
    Viceversa abbiamo trattato, in questi ultimi due anni, con tecnica di allineamento frizionato 16 pazienti già operati (in artroscopia o a cielo aperto) che lamentavano ancora dolore e limitazione articolare dopo l’intervento (o che erano in attesa di reintervento). Ricordiamo che il trattamento ambulatoriale dei pazienti già operati è possibile solo se durante l’intervento non sono stati messi cambre metalliche o viti.
    Nessuno di questi 16 pazienti da noi trattato è stato poi operato per la seconda volta.
    A distanza di 30 giorni 14 pazienti hanno dichiarato di aver avuto grande beneficio dal trattamento con tecnica di allineamento frizionato (hanno ripreso il lavoro) e 2 si sono dichiarati lievemente migliorati (ma non si sono fatti rioperare).
     

 

Ogni paziente è stato registrato con nome, cognome, indirizzo, numero telefonico.

 

 

Percorso terapeutico

  • Il beneficio spesso è immediato (talvolta già dopo la prima seduta)

  • Miglioramento reale dopo la 4° seduta

  • Guarigione (di norma) dopo la 6° seduta e dopo 30 - 60 giorni dal trattamento (durante  questo periodo il paziente sta bene, può avvertire qualche dolore lieve solo ai movimenti di abduzione attiva)

  • Non c’è bisogno di terapia riabilitativa : una volta riallineata, la spalla guarisce da sola e senza dolore.

  • Non ci sono mai state recidive o limitazioni funzionali secondarie riscontrate nella terapia chirurgica (vedi aderenze, complicanze emorragiche, flogosi e/o rigidità post-chirurgiche)

  • Il trattamento non necessita di essere ripetuto (come l’intervento chirurgico)

 

Dott. Claudio  Perrino

Medico – Chirurgo

  • Specializzato in Ortopedia e Traumatologia

  • Specializzato in Fisiatria (Fisiokinesiterapia)

  • Idoneità nazionale a Primario Ortopedico

  • Idoneità nazionale a Primario Fisiatra

  • Dirigente (e Responsabile ff) Divisione Ortopedia Ospedale di Asola (26 anni di sala operatoria)

  • Responsabile Servizio Fisiokinesiterapia ed Elettromiografia

Nel Marzo 2010, in segno di protesta,  per mancata realizzazione Commissione scientifica (proposta da Istituto Superiore di Sanità) e mancata realizzazione del Centro di Patologia della spalla, presenta dimissioni Ospedale di Mantova

 

 

INFORMATIVA, APPUNTI, RILIEVI PER MEDICI ORTOPEDICI e FISIATRI

In questi anni sono pervenute all’Azienda Ospedaliera ed al mio ambulatorio centinaia di richieste (e-mail, telefonate, lettere)da parte di Medici Ortopedici e Fisiatri che chiedevano informazioni sulla tecnica di “allineamento frizionato”.
Prima di passare alla terapia però è indispensabile ridisegnare la patogenesi che porta alla spalla dolorosa.
Nel mese di marzo di quest’anno (2010) ho curato un Collega Ortopedico affetto da “spalla dolorosa” con restringimento dello spazio sottoacromiale (“sindrome da conflitto”), tendinosi e lesione del sovraspinato.

Durante le sedute (6 a giorni alterni), rispondendo alle sue domande, ho più volte spiegato al Collega la inconsistenza della ipotesi patogenetica che vede nell’impingment e nel tendine (degenerato o lesionato) l’origine della patologia della spalla.

Per 15 giorni ho continuato a ripetere che la guarigione della sua malattia era possibile proprio perché il tendine e lo spazio sottoacromiale non hanno alcuna responsabilità nella spalla dolorosa, Se così fosse, non sarebbe possibile guarire con semplici manovre ortopediche (allineamento frizionato).

A conferma delle mie osservazioni lo stesso Medico riferiva miglioramento della sintomatologia dolorosa avvertita fin dalla prima seduta e la progressiva ripresa funzionale. Non perdevo occasione per ripetergli che il tendine e lo spazio rimanevano così come erano perché non avevano responsabilità nella sintomatologia dolorosa della sua spalla.  Nonostante lo spazio fosse ristretto ed il tendine lesionato la sua spalla guariva di giorno in giorno.

All’ultima seduta il Collega mi ha espresso tutta la sua gratitudine  e solidarietà.

Ritornato dopo circa 1 mese per ringraziarmi, convinto di farmi un complimento, mi ha detto : “ti devo confessare che non avrei mai creduto che fosse possibile allargare uno spazio così ristretto -come riportato nella RMN- e liberare il tendine senza intervenire chirurgicamente”.   

 Non ho avuto il coraggio di contraddirlo.

Mi sono reso conto che non è semplice per un Operatore Sanitario che per 20 anni ha ragionato in funzione di tendini, di calcificazioni e di spazi rimuovere il suo entroterra culturale.

Un Clinico Ortopedico dell’Università di Padova (ora in pensione) lo scorso anno mi ha telefonato più volte per dirmi che alcune delle mie osservazioni erano condivisibili, ma anche per condividere i suoi dubbi sulla patogenesi della spalla dolorosa, soprattutto in considerazione delle tante guarigioni spontanee: “Se il tendine è responsabile del dolore, come può una spalla guarire spontaneamente senza alcun intervento sulla lesione che ha causato la patologia?”

Dubbio sacrosanto che avrebbe potuto rimettere in discussione l’intera patogenesi tradizionale.

Il Professore invece risolse i suoi dubbi quando si convinse che la stessa cosa spesso accadeva nell’ernia del disco. Un parallelo fra spalla dolorosa ed ernia discale, ove spesso il quadro clinico si risolve spontaneamente. Non mi fu possibile (perché non mi ha più telefonato) ricordargli che la rottura dell’anulus non provoca la lombosciatalgia. L’anulus rimane lesionato anche dopo la risoluzione della sintomatologia (spontanea o chirurgica). La lombosciatalgia lamentata dai pazienti dipende dalla posizione dell’ernia (che può variare e modificare il quadro clinico) e/o dall’edema perifocale (che può schiacciare la radice e che –di norma- si riduce con terapia cortisonica).

Niente a che vedere con i tessuti muscolo scheletrici.  Nell’Organismo nessun tendine lesionato riprende la sua funzione e nessuno spazio ristretto si allarga spontaneamente.

Non voglio sconvolgere nessuno ma chiedo ai Colleghi di riflettere su brevi e semplici considerazioni:

 

Lesione tendine e/o tendinosi

trattasi di alterazioni anatomiche che possono essere presenti o meno nella “spalla dolorosa” ma non ne sono la causa . Molte Ecografie e/o Risonanze (eseguite per altri motivi) mostrano le stesse lesioni in pazienti che non hanno mai lamentato disturbi alla spalla ed in alcuni casi svolgono attività lavorative o sportive che impegnano seriamente l’articolazione della spalla (agricoltori, meccanici, tennisti, ecc.).

In realtà la lesione dei tendini della cuffia (vedi sovraspinato) è molto frequente dopo i 45 - 50 anni e non ha alcuna responsabilità nella “spalla dolorosa”. Infatti (come dimostrato da molti reperti istologici) a partire dall’età di 40 anni, in tutti i soggetti inizia un “invecchiamento” fisiologico dei tendini della cuffia che si presenta prima nel sovraspinato perché questo tendine agisce con leva svantaggiosa in direzione tangenziale e con fulcro distale.

Nella zona distale del tendine, fisiologicamente povera di vasi, (zona che gli Autori Anglosassoni chiamano “zona critica”) le fibrocellule muscolari vengono lentamente sostituite da fibre collagene ialine (non estensibili). Si tratta di un “adattamento” dei tessuti alla fisiologica riduzione del flusso ematico . Intorno ai 40 anni di età, a seguito della fisiologica riduzione del lume dei vasi (ispessimento della parete media) che interessa il sistema arterioso, si ha una riduzione del metabolismo e dell’ossigenazione. In questa zona (ove vi è già una scarsa irrorazione) la qantità di ossigeno e di metaboliti  diventa insufficiente per nutrire e mantenere attive le fibrocellule muscolari del sovraspinato. Per adattarsi alle mutate condizioni ambientali e metaboliche le fibre muscolari del sovraspinato vengono progressivamente sostituite da fibre connettivali ialine, che richiedono minor ossigeno e meno metaboliti. Fisiologicamente cioè, a partire dai 40 - 45 anni di età, si va incontro a degenerazione tendinosica del sovraspinato. In concomitanza col processo tendinosico, lentamente, si esaurisce la funzione contrattile del tendine. Man mano che le fibrocellule muscolari vengono sostituite dalle fibre connettivali, il tendine perde la sua funzione, che progressivamente viene vicariata dagli altri tendini della cuffia e dalle fibre anteriori del deltoide.
E’ bene ricordare che, una volta in tendinosi, il sovraspinato non esercita più alcuna funzione (avendo perso la capacità contrattile per sostituzione delle fibrocellule muscolari con fibre connettivali ialine). In pratica per la spalla nulla cambia se il tendine è degenerato (tendinosi), lesionato o rotto.

Quando a seguito di piccole sollecitazioni il sovraspinato tendinosico si rompe, la dinamica articolare della spalla non viene in alcun modo interessata. Nella stragrande maggioranza  dei casi i pazienti non se ne accorgono nemmeno e continuano la loro attività lavorativa e sportiva (lo stesso accade con il CLB). Il paziente non viene alla nostra osservazione perché non sa di avere un tendine lesionato. Si presenta in ambulatorio invece se ha una “spalla dolorosa” ove  ci può essere o meno un reperto occasionale di tendinosi o lesione tendinea.

Molte spalle operate nel migliore dei modi (tenorrafia artroscopica)  continuano ad essere dolorose anche dopo l’intervento. Altre spalle, ove il tendine viene lasciato rotto (senza intervento chirurgico) molto spesso riprendono la loro funzione senza dolore.

Come può un tendine in degenerazione tendinosica operato di tenorrafia riprendere una funzione che non aveva neanche prima della rottura anatomica?

E’ corretto a questo punto ipotizzare che la lesione del tendine non abbia niente a che vedere con la “spalla dolorosa”?

 

Periartrite calcifica

Per quanto riguarda le calcificazioni periarticolari o tendinee è noto a tutti gli operatori sanitari la loro presenza in spalle assolutamente sane (vedi Rxgrafie eseguite per altre patologie, ove si ritrovano –quasi di norma-  calcificazioni periarticolari o peritendinee assolutamente asintomatiche)

Queste calcificazioni niente hanno a che vedere con la “spalla dolorosa”, tanto è vero che possono persistere anche dopo l’intervento chirurgico  o lavaggio articolare o altro, senza che il paziente avverta alcun dolore. In altri casi invece può persistere il sintomo doloroso anche dopo la rimozione delle calcificazioni.  In pratica la calcificazioni periarticolari sono molto comuni in soggetti sani. Solo una piccola percentuale di questi presenta anche una sintomatologia dolorosa della spalla . La percentuale di spalle dolorose con calcificazioni periarticolari (periartriti calcifiche) che guarisce spontaneamente (senza rimozione della calcificazione) è nettamente superiore alle spalle operate.

Non credo ci sia molto da dire visto che calcificazioni si possono riscontrare un po’ in tutti i tessuti dell’organismo, senza dare alcun sintomo, a meno che non interessino un intero parenchima (nefrocalcinosi).


Sindrome da conflitto

poche parole su una sindrome che non c’è. Un po’ come l’isola che non c’è.

Incomprensibile come Autorevoli Autori si sprechino per descrivere ciò che non esiste. Un arrampicarsi sugli specchi per descrivere il nulla.

L’impingement descritto da Neer è solo una fantasiosa interpretazione di un riscontro strumentale (prima rxgrafico e poi con RMN) che appare e scompare a seconda delle inclinazioni degli strumenti radiografici e delle posizioni assunte dal paziente durante gli esami. E’ una situazione imbarazzante che vede da una parte Autorevoli Clinici Ortopedici che “fanno finta” di spiegare una anomalia inesistente con descrizioni suggestive (acromion ad uncino, becco osteofitosico che schiaccia sul tendine, ecc.) e dall’altra una platea di Medici Ortopedici che “fa finta” di crederci. Agli Uni ed agli Altri interessa solo una autorevole argomentazione che giustifichi la terapia chirurgica prevista per la “sindrome da conflitto”.

E’ credibile che nessuno si accorga che questa fantomatica deformazione ad uncino dell’acromion è quasi sempre bilaterale, mentre il dolore interessa una solo spalla ?

E’ credibile che nessuno si chieda se è congenita o acquisita? E, se è acquisita, come e quando l’osso abbia ricominciato a “crescere” fino a deformarsi ad uncino?

Ed ancora :

- come può un becco osteofitosico provocare dolore a riposo (dolore di notte), ove l’articolazione è ferma ed il tendine (integro o rotto) non opera nessuna contrazione?

- come può provocare un “conflitto” , con dolore ai movimenti, durante il giorno, quando il paziente è in posizione eretta, ove il peso dell’arto (forza di gravità) porta ad una naturale diastasi con aumento dello spazio fra acromion e tendine sovraspinato?

 

 

Nel concludere mi permetto di far notare come la crescente diffusione di tante terapie chirurgiche  sia anche conseguenza inevitabile di una Riforma Sanitaria che ha trasformato gli Ospedali e le Case di Cura (ormai tutte convenzionate) in Aziende, ove la produttività  (e spesso la stessa sopravvivenza) è rapportata quasi esclusivamente all’atto operatorio.

Case di cura, poliambulatori, centri di fisioterapia, cliniche , ecc. ormai nascono come funghi su  tutto il territorio nazionale.

Come in un supermercato, ad ogni intervento è stato messo un cartellino (rimborso regionale) che ne indica il prezzo (DRG).

Non è colpa dei Medici se nel giro di 20 anni gli interventi chirurgici sono triplicati per curare le stesse patologie che si curavano venti anni fa (con gli stessi risultati). E’ il sistema che condiziona le scelte terapeutiche e fa crescere ogni anno la spesa sanitaria.

L’aumento dell’età media incide marginalmente su questa spesa, perché interessa solo le patologie legate alla 4°età (che teoricamente non dovrebbero prevedere una terapia chirurgica).

Il tutto poi è aggravato dall'assenza dei cosiddetti “Baroni”. La mancanza di Autorevoli studiosi ha creato  confusione ed anarchia, ove ciascuno Operatore interpreta la disciplina medica in modo autonomo, talvolta a proprio uso e consumo,  senza una guida e/o una scuola di riferimento.

 

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Va ribadito, comunque, che in tutte le branche della Medicina non esiste una terapia che vada bene per tutti; così anche nella spalla dolorosa c'é sempre la possibilità che qualche paziente non guarisca con tecnica di allineamento frizionato.

 

 

INFORMAZIONE

 

Delle nuove acquisizioni scientifiche e della nuova terapia ambulatoriale per la “spalla dolorosa” sono stati informati tutti gli Organismi competenti .   Lettere e relazioni sono state inviate a:

- Ministero alla salute (Roma)

- Istituto superiore di Sanità (Roma)

- Assessorato alla salute della Regione Lombardia

- Numerosi  Clinici Ortopedici Universitari

- Società Italiana di Ortopedia

- Società di Chirurgia della spalla, ecc.

Ciò nonostante la maggior parte dei pazienti che arrivano al nostro ambulatorio dichiarano di essere stati informati da altri pazienti o di aver appreso della possibilità di terapia ambulatoriale alternativa all’intervento attraverso Internet.

In questi anni di attività un grande contributo alla diffusione di questa nuova terapia ambulatoriale è stato dato dai tanti pazienti che, una volta guariti, hanno voluto condividere la loro esperienza con altri pazienti afflitti dalla stessa patologia. Un “passaparola” efficientissimo ha portato al nostro ambulatorio pazienti provenienti da tutte le provincie italiane. Grazie ad Internet è stato possibile raggiungere pazienti sofferenti di “spalla dolorosa” in ogni angolo della nazione.

A partire dal 2004 sono pervenute al Ministero della salute (Roma), alla Presidenza della Regione Lombardia(Milano), alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera (Mantova) centinaia di lettere di ringraziamento scritte da pazienti affetti da “spalla dolorosa”  curati e guariti con tecnica di “allineamento frizionato”.

Non solo ringraziamenti, ma anche una continua sollecitazione alle Istituzioni Ministeriali e Regionali perché venga riconosciuta dagli Organismi competenti la validità della nuova terapia denominata  ”allineamento frizionato”. Riconoscimento necessario per la sua diffusione su tutto il  territorio nazionale.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i pazienti che hanno scritto. Sono centinaia e non è possibile riportare tutte le lettere pervenute (e che continuano a pervenire).

Ricordo che il loro contributo è stato (ed è) di grande conforto non solo per Noi ma anche e sopratutto per i tanti pazienti che oggi soffrono per “spalla dolorosa” e che (nella maggioranza dei casi) non sono a conoscenza della terapia alternativa all’intervento chirurgico.

Le lettere pubblicate sono state scelte a caso. Ma tutte (anche se non riportate in questo sito) hanno contribuito nello stesso modo ad incoraggiare  il nostro lavoro ed a diffondere la nuova terapia.

 vedi anche   http://www.spalladolorosa.it

LETTERE E RICONOSCIMENTI

 

dopo cure dolorose e costose sono guarita con l’allineamento frizionato

by Gerardina R..

 

Gentile Dott. Perrino, Le riporto qui la mail che ho fatto pervenire al Direttore Generale dell’azienda ospedaliera di Mantova e al
Direttore Generale del Dipartimento Sanità della Regione Lombardia, sperando di riuscire ad ottenere qualche risultato.
Un cordiale saluto
Gerardina R.

 

Sono una donna di 59 anni e vivo a Roma. In pochi mesi, l’articolazione del braccio sinistro si è progressavamente ridotta fino a cessare quasi del tutto, impedendomi di vestirmi da sola, di pettinarmi e provocando un dolore tanto intenso da costringermi a dormire in poltrona con il braccio pendente.
Dagli accertamenti diagnostici effettuati è risultato: ” Impingement syndrome bilaterale con tendinopatia calcifica del sovraspinoso di sinistra, segni di sofferenza capsulare posteriore. Lesione cronica della cuffia dei rotatori con sindrome da conflitto sub-acromiale”.
Mi sono, quindi, recata da uno specialista in ortopedia e traumatologia della spalla e del ginocchio che, presa visione delle indagini effettuate, e dopo avermi visitato, ha diagnosticato: “Capsulite adesiva della spalla sinistra con elevazione 0-150; adduzione 0-90; rotazione esterna +20; rotazione interna gluteo sinistro” e mi ha prescritto una serie di chinesi passiva della spalla in questione.
Mi sono sottoposta alla fisioterapia prescritta che è risultata essere dolorosissima tanto da richiedere l’assunzione di antidolorifici prima
delle sedute. Nonostante le inizioni di Toradol, il dolore è stato insopportabile.
Dopo dieci sedute, i progressi sono stati pressoché nulli o impercettibili (elevazione 0-160; adduzione 0-120; rotazione esterna +40; rotazione interna gluteo sinistro). Sono tornata al controllo e mi è stata prescritta un’altra serie di trattamenti fisioterapici che sono continuati con dolore sempre più intenso.
A quel punto, non vedendo risultati apprezzabili e non riuscendo più a sopportare il dolore, su suggerimento dello specialista, ho deciso di sottopormi al trattamento chirurgico.
Fortunatamente, prima di operarmi, navigando in internet per capire cosa dovevo aspettarmi dall’intervento, ho trovato, tra l’altro, che presso l’ospedale di Asola (MN) la mia patologia veniva trattata e risolta senza intervento chirurgico dal Dott. Claudio Perrino.
Ho chiamato e ho riferito quanto mi stava accadendo, che non riuscivo più a sopportare la fisioterapia e ho chiesto ed ottenuto un appuntamento. A febbraio 2007, dopo sole sei sedute del trattamento fisioterapico consistente nell’ “Allineamento frizionato”,
senza assunzione di alcun farmaco, ho recuperato quasi del tutto la mobilità del braccio.
Ho ripreso a dormire fin dalla prima seduta, a rivestirmi da sola senza alcun dolore e, a giugno, ho ripreso persino a nuotare sia a stile
libero che sul dorso.
 

                                                             Gerardina R.

 

 
 

lettera al Governatore Roberto Formigoni

On. Roberto Formigoni
Governatore Regione Lombardia
Via Fabio Filzi,22
20124 MILANO

 

Preg.dott. Roberto Formigoni,

                                                 mi permetto di rubarle qualche istante per segnalarle un esempio di buona sanità.

Sono Eleonora e opero nella scuola come insegnante.

Accusando forti dolori alla spalla dx., tali da non permettermi di svolgere bene il mio lavoro, mi sono rivolta alla struttura pubblica e privata per accertamenti in merito. Mi fu diagnosticato: periartrite calcifica con prospettiva certa di intervento chirurgico. Preoccupata e curiosa, ho trovato su internet delle pubblicazioni del dott.Claudio Perrino dell’Ospedale di Asola (Mn) : “ Guarire senza intervento chirurgico ma con l’allineamento frizionato“.

Dopo alcuni mesi di attesa, ho ottenuto una visita e l’inizio del percorso terapeutico alla mano e alla spalla.

Oggi a trattamento ultimato, è mio desiderio e dovere comunicarle di aver evitato l’intervento e di essere completamente guarita da tutti i miei disturbi.

Quanta gratitudine…dovrò a questo medico, studioso e ricercatore, che con umiltà e senza riconoscimenti, ignorato dai più e forse anche dalla medicina e chirurgia tradizionale, opera per il vero bene della persona sofferente.

Signor Presidente, a lei il mio doveroso appello affinché il dott. Claudio Perrino ortopedico e fisiatra dell’ospedale di Asola, possa essere riconosciuto e aiutato come merita per il bene di quanti soffrono e non sanno ancora della sua ricerca.


GRAZIE di quanto ella potrà fare.

 

Distinti saluti

 

                    Eleonora G.

 

 

 
 
 
 
 
 

 

 

From: sergio

Sent: Monday, January 23, 2012 9:46 PM

To: perrinoclaudio@alice.it

Subject: Vero, sentito ringraziamento...

 

> Egregio Dott. Perrino

> È a Te che rivolgo il mio pensiero, soprattutto la mattina quando svegliatomi, mi accorgo di aver passato la notte come da tempo non la ricordavo, è infatti da giugno di quest’anno che non riuscivo più a dormire normalmente.

> Ecco, ora non ho più assolutamente nessun dolore GRAZIE  A TE,  ed è per questo che Ti voglio ringraziare.

> Spero che a questo punto la medicina ufficiale possa ascoltare anche noi pazienti!

>

> Ti Auguro un Buon Proseguimento e che Dio possa esserti grato, per il bene che stai facendo.

> Grazie ancora,

> Sergio CIOCCI

 

 

 

From: .......
Sent: Sunday, June 10, 2012 12:10 AM
To: perrinoclaudio@alice.it
Subject: spalla dolorosa testimonianza

Gentile dott.Perrino con la presente vorrei ringraziarLa per l'efficace e risolutiva cura ricevuta lo scorso anno nel mese di Marzo 2011.
Avrei voluto scrivere la mia testimonianza molto tempo fa, ma forse ora può avere ancora più valore , in quanto dopo il suo intervento con allinemento frizionato su spalla dolorosa a causa di una grave forma di capsulite adesiva, posso dichiarare a distanza di più di un anno , la definitiva scomparsa del fortissimo dolore che provavo e che era divenuto insostenibile ed invalidante.
Mi associo a tutti coloro che Le hanno scritto riconoscendole il grande talento professionale e umano con il quale si approccia ad ogni paziente e vorrei esprimerLe tutta la mia gratitudine e ammirazione, con la speranza che la sua innovativa metodologia possa trovare più spazio e maggiore riconoscimento nel settore medico, tanto da poter essere divulgata ed utilizzata anche in altre realtà ospedaliere. Sono molto felice di aver letto tra le molteplici testimonianze anche quelle di colleghi medici , che hanno narrato la loro esperienza positiva coinvolgendo autorità ed enti pubblici.
 

                                                                                     Nicoletta Immorlica (Lago Maggiore)

 

 
 
 
 
COMMENTO

Tutto è cominciato con una lettera scritta dalla prof.ssa Gilli di Verona .

Curata e guarita senza intervento ma con semplice terapia ambulatoriale (veloce ed indolore).

Tra lo stupore e l’incredulità pensò di far conoscere la propria esperienza e la propria soddisfazione scrivendo una lettera di ringraziamento alla "Gazzetta di Mantova". 

Ne venni a conoscenza mentre ero in mensa (in Ospedale) durante la pausa pranzo.

Un infermiere, seduto al mio tavolo, mi allungò il giornale per farmi leggere la lettera pubblicata.

Ne seguirono molte altre.

Dopo le prime 5 o 6 il giornale non pubblicò più le lettere che pervenivano da  quasi tutte le regioni d'Italia (una scelta dell’Editore che forse temeva una pubblicità occulta a danno di Clinici Ortopedici che proponevano invece la terapia chirurgica atroscopica come unica alternativa).

Molti altri giornali fecero la stessa scelta (Repubblica, il Corriere della sera, il Giornale, ecc...).

Ma i pazienti non si fermarono. Cambiarono solo destinatario.

In pochi anni centinaia di lettere di ringraziamento sono pervenute e depositate presso la Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Mantova, ove, oltre a ringraziare, i pazienti  sollecitano un intervento per favorire l’informazione e la diffusione della nuova terapia.

Moltissime lettere sono state inviate alla Presidenza ed all’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia. Molte lettere sono pervenute al Ministero della Salute.

Lo stesso Istituto Superiore di Sanità, ad un certo punto, ha sollecitato la Direzione Generale a formare una Commissione scientifica (da Noi richiesta invano per molti anni) per la valutazione della nuova terapia.

Purtroppo la Commissione nominata dall'Azienda Ospedaliera si é rivelata una mera formalità. Trattavasi di una Commissione formata da tecnici non qualificati, né esperti della patologia della spalla. Ad eccezione di un Ortopedico di Mantova nessuno era competente dell’argomento che bisognava trattare . Si é sciolta quando bisognava passare dalla fase organizzativa  alla valutazione clinico dei pazienti.

In pratica solo un atto formale e burocratico privo di qualsiasi credibilità scientifica.

In segno di protesta ci sono state le dimissioni del dott. Perrino nel marzo 2010.

Altri pazienti hanno cercato di far conoscere la loro esperienza mediante internet.

Internet è il “nuovo mondo” e sarà la grande rivoluzione del nuovo secolo. Ma non è il mio mondo.

 E questo non è il mio secolo. (Questi siti sulla spalla dolorosa vengono gestiti da pazienti e parenti).

Purtroppo, però, su internet non esiste alcun controllo e la vera difficoltà del lettore sta nel dover distinguere le poche notizie vere fra le tante falsità ed esagerazioni.

Ancora adesso non riesco a capire come facciano i pazienti a distinguere una “informazione” da una “speculazione pubblicitaria” finalizzata ad attirare pazienti.

 

Ho letto di tutto :

  • il lavaggio di spalla presentato come ultima novità :  lo faceva il mio Primario (sotto controllo ampliscopico). E’ stato abbandonato alla fine degli anni ottanta, dopo l’avvento dell’artroscopia. Casistica e risultati sono gli stessi degli anni 70 - 80.

  • ogni mese nuove apparecchiature fisioterapiche invadono il mercato ed approdano su Internet. Tutte presentate come novità “risolutive” anche per la spalla dolorosa. Quasi tutte sono rielaborazione di principi fisioterapici in uso da oltre 10 anni, lo stesso vale per la kinesiterapia.

  • l’agopuntura, utile per tante patologie,  serve poco nella spalla dolorosa

  • gli interventi in artroscopia sono gli stessi che si fanno da quasi 20 anni. I risultati sono pressoché uguali in quasi tutti gli Ospedali e Case di cura. In realtà non dipendono dalla “bravura” dell’Operatore (fanno tutti la stessa cosa), ma dalla patologia trattata.

 

Da quasi due anni trattiamo anche spalle già operate che vanno male (purché non vi siano viti o ancorette metalliche). La casistica di queste spalle operate che vanno male e/o in attesa di reintervento è equamente distribuita nelle diverse strutture sanitarie italiane.

Prima di chiudere voglio ricordare ai pazienti che nessuna terapia fisica, manipolativa e/o riabilitativa può risolvere una “spalla dolorosa” ma solo favorire una risoluzione che sarebbe avvenuta spontaneamente dopo qualche mese (sono terapie che accelerano un processo di guarigione messo in atto dall’organismo).

Nessuna fisioterapia può sostituire l’Intervento o l’allineamento frizionato.

Ricordo che oltre l’80% delle spalle dolorose guarisce da solo (basta aspettare). Solo il 20% necessita di terapia chirurgica o della tecnica di allineamento frizionato.

Nulla è perfetto e tutto è migliorabile. So bene che ci sarà sempre qualche paziente non contento e tutte le critiche sono bene accette, purché fatte in buona fede

 

 

Siti correlati:

http://www.spalladolorosa.it

http//:www.tunnel-carpale.it

 

a partire dal 01 settembre 2011,

per accedere al trattamento é necessario

 Prenotare visita dott. perrino al numero telefonico 368.7755701

DURANTE IL PERIODO ESTIVO, LA SEGRETERIA RESTERA':

CHIUSA DAL 17-07-2014 AL 26-07-2014

APERTA DAL 28-07-2014 AL 01-08-2014 (ORE 09:00 - 10:00)

CHIUSA DAL 03-08-2014 AL 20-08-2014

RIAPRE REGOLARMENTE DAL 21-08-2014

dal lunedì al venerdì ore 09:00/10:00

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A CAUSA DELL'ECCESSIVO NUMERO DI RICHIESTE, I TEMPI DI ATTESA POTREBBERO ESSERE LUNGHI

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Per medici e pazienti informazioni all'indirizzo

e-mail: perrinoclaudio@alice.it

 

webmaster: info@allineamentofrizionato.it